amelia Romeo


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Romeo Amelia
(nome per esteso Genoveffa Grazia Amelia) vive e lavora a Reggio Calabria - é vissuta per venti anni in Liguria per motivi di lavoro - fin dalla più tenera età ha amato i colori ed il disegno, ha innato senso della fantasia e col tempo ha imparto a proiettare le immagini mentali sulle tele. Una fantasia che non ha mai cessato e non cessa di proporre nuove valenze alla materia conosciuta e la proietta in varie dimensioni facendole assumere di volta in volta significati e sostanze diverse. E' un'immaginazione spontanea, diversa dal mondo surreale classico che aveva bisogno di trasportarla dal mondo dei sogni nella realtà materiale e giustificarla in questo senso.
E' una fantasia spontanea che nasce appena chiude gli occhi e vede al di là.


E' un essere artista come mentalità e pensiero permanente, non filtrato solo a tratti da uno stato di incoscienza fino a essere trasportato nel mondo cosciente.
E' un modo di essere di chi vede oltre e cerca di portare ciò che vede al di qua, per poterlo condividere e far capire che è possibile sognare e creare mondi e dimensioni diversi costantemente nonostante tutte le difficoltà del quotidiano vivere.
E' un pensiero vincente che non si arena di fronte agli scetticismi e non ne fa alcun conto.
E' un pensiero cha l'ha portata a cominciare ad esporre nel lontano 1989 a Portovenere di La Spezia e, poi, in varie località dell'Italia e del mondo, fino ai nostri giorni, (vedi mostre e premi) fino a farle creare un Manifesto Artistico che ha chiamato METAINTERALUX (vedi curriculum) depositato presso il Ministero dei Beni e le Attività Culturali.

E' un pensiero e che sta a significare un nuovo modo di concepire l'espressione pittorica lontana dagli schemi tradizionali, che vede il soggetto di qualsiasi tipo e specie lontano dalla dimensione terrena, e fin anche la stessa dimensione terrena proiettata in dimensioni diverse e, quindi, ogni cosa non soggetta più ai canoni classici delle rifrazioni delle luci e, a volte, anche della stessa profondità, perché nella dimensione immaginata tutto è luce, la sua fonte è dappertutto, al punto che ogni soggetto o cosa o paesaggio ne è investito totalmente e, parimenti, da tutte le angolazioni possibili. Gioco forza ciò che è rappresentato smarrisce i connotati materici conosciuti fino a diventare trasparente, pur non perdendo l'identità sua propria.
E' il gioco della fantasia che determina i tratti e le situazioni, di volta in volta, fino a creare delle dimensioni sempre diverse secondo la percezione del momento o la situazione reale vissuta, che inevitabilmente la sfiora.
E' un andare oltre perchè in quella dimensione è pace, è armonia, è bellezza, è un chiudere fondamentalmente dietro le spalle la porta del mondo conosciuto, quello che tutte le mattine incontriamo e col qual facciamo i conti, ed è un librarsi in un altrove che acquieta.
E' il suo modo di fare arte, quello di Amelia Romeo, un modo che oggi i critici cominciano definire originale (vedi recensioni e critiche).


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